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venerdì 5 agosto 2011

Volta, da fotografo a documentarista Omaggio in Cineteca


La Nuova Sardegna

Due film, "Mamutones. Le transformation d'un carnaval" e "Murales", (titolo di schedatura che indica semplicemente l'argomento), costituiscono una sorta di evento che, oggi a partire dalle 19, presso la Cineteca sarda in viale Trieste 126 a Cagliari, ricorderà la figura e l'opera di Pablo Volta, il grande fotografo scomparso la settimana scorsa. Ovviamente, la presentazione - più o meno una "prima", almeno per la Sardegna - di queste brevi pellicole non inficia il valore di "Ritratto di Pablo Volta", il filmato realizzato da Giovanni Columbu nel 2004 che verrà anch'esso presentato a fine serata. Semmai la presenza delle "immagini in movimento" indica un nuovo terreno di esplorazione, secondario ma non certo disprezzabile, della carriera dell'artista italo-argentino, auto adottatosi, venticinque anni fa, a San Sperate. D'altro canto, dopo l'apprendistato berlinese del dopoguerra, durante il quale realizzò i suoi primi reportage fotografici, Volta s'interessò al cinema, collaborando come assistente a diversi film tra i quali "Lo sceicco bianco" (1950) di Fellini. E ancora, a Parigi, da corrispondente Rai, realizzò, già negli anni Sessanta, diversi documentari (famosi e tuttora invisibili quello sugli anarchici parigini di fine secolo, ed un altro, sulle trasformazioni urbanistiche progettate dal Barone Haussmann), per poi partecipare ad un programma televisivo francese che produsse una serie di trasmissioni sulla Sardegna.  È probabilmente questo il contesto in cui vennero effettuate le prime riprese di "Mamutones. Le transformation d'un carnaval". Il film raccoglie sequenze che attraversano almeno trent'anni di storia del carnevale mamoiadino. In un manifesto murale si nota, infatti, verso la fine del film, la data del 1982. Nell'esordio, invece, si presenta una discussione tra alcuni abitanti che riguarda appunto l'organizzazione del carnevale, a cui fanno seguito delle rare e belle immagini della vestizione dei mamuthones.

martedì 2 agosto 2011

Un omaggio a Pablo Volta


NUORO. Diverse fotografie, alcune macchine fotografiche storiche, qualche libro: anche il caffè Tettamanzi, nelle sue vetrine al corso Garibaldi, ha voluto ricordare con un omaggio il grande fotografo italoargentino, Pablo Volta, scomparso nei giorni scorsi. Pablo Volta, infatti, era un grande amante della Sardegna: risiedeva da tempo a San Sperate e viaggiava spesso nei paesi e nelle impervie strada dell'interno. A Nuoro e Mamoiada, in particolare, dove ha catturato con il suo obiettivo, sensibile e mai invadente, decine e decine di volti, paesaggi meravigliosi e storie.

sabato 30 luglio 2011

Un certo sguardo sul mondo: addio al grande Pablo Volta


Se ne va un pezzo di storia della fotografia italiana, e se ne va un grande amico della Sardegna. Pablo Volta, il fotoreporter italoargentino famoso soprattutto per i servizi sulla Barbagia degli anni Cinquanta, è morto giovedì sera all'ospedale oncologico di Cagliari, dove da alcuni mesi i suoi ricoveri si erano intensificati in seguito a un tumore alla tiroide. Aveva 85 anni.  L'ultimo ricovero è di appena qualche giorno fa, proprio quando sembrava che Pablo si fosse ripreso. Parlava, come sempre, di progetti, di nuovi reportage, ma non aveva rimpianti: «Ho 85 anni, ho vissuto una vita bellissima», ha detto qualche giorno fa all'amico artista Pinuccio Sciola, tra coloro che più gli sono stati accanto in questi mesi di sofferenze.  Da oltre vent'anni viveva a San Sperate, in una tipica casa campidanese, con i suoi amati cani e gatti. Aveva lasciato Parigi, dove si era trasferito negli anni Cinquanta, e dove invece ha continuato ad abitare la sua compagna di vita, la moglie Ornella. E proprio a San Sperate verrà sepolto oggi, al termine di un rito civile che si svolgerà a partire dalle 16,30 in piazza Croce Santa. Di qui la bara verrà portata a spalla in cimitero, dove il Comune ha messo a disposizione un fazzoletto di terra per colui che ormai considerava un proprio concittadino.  

L'addio a Pablo Volta

Mai più la Sardegna sarà fotografata come fosse l'Odissea. E non perché non abbia più nulla di mitologico. Esistono ulivi millenari, per esempio. Pablo Volta aveva ottantacinque anni, era nato a Buenos Aires da padre italiano e madre argentina. È scomparso giovedì sera, non nella sua casa di San Sperate, ma mentre si apprestava a fare una risonanza, dopo avere sopportato mesi di cure per lottare ancora per la vita. Avrebbe piuttosto preferito la sua poltrona in cucina, i suoi due amati cani ai piedi, la gatta Teresina appollaiata sul davanzale della finestra, a fissare la fissità. Ma la morte beffarda arriva e basta. Senza una sceneggiatura, una regia. Va restituita, invece, una regia a Pablo, che della Sardegna di sessant'anni fa ci consegna fra le immagini più straordinarie, autentiche e poetiche, che siano state scattate.

mercoledì 21 luglio 2010

NS: La «pesca d oro» a Sciola e Volta


SAN SPERATE. Il sindaco di San Sperate Antonio Paulis ha consegnato domenica, sul palco incastonato nel Giardino Megalitico, la pesca d’oro a due personalità della cultura. Il premio, istituito dal comitato «Progetto sviluppo per il turismo sostenibile» con il patrocinio del Comune, è stato assegnato da una giuria qualificata in occasione della 49ª edizione della Sagra. Il riconoscimento è stato attribuito allo scultore e pittore speratino Pinuccio Sciola ed a Pablo Volta, ex fotoreporter della Rai. «La pesca d’oro a Sciola per aver operato con l’impegno delle creatività e dell’arte, un sostanziale mutamento della storia di San Sperate - ha sottolineato Paulis -. Per aver perseguito con tenacia e sacrificio il personale progetto artistico condividendolo con tutti gli abitanti. Oggi, grazie a Pinuccio, la fama del paese museo è decantata in tutto il mondo». Motivazione di rilievo anche per Volta: «Il premio va a Pablo - ha scandito il sindaco - perché, dopo aver raccontato con la forza delle proprie istantanee, autentici capolavori, la Sardegna ancestrale ed illustrato narrazioni di storie umili e di confine, pur potendo fermarsi, cittadino del mondo, nato nell’altro emisfero della terra, a Roma come a Parigi, ha scelto di stabilire la sua residenza a San Sperate, attratto dalla sua gente e dal suo fare, diventando a pieno titolo uno de bidda come noi». - Luciano Pirroni