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mercoledì 28 aprile 2010

SA DIE DE SA SARDIGNA: CORTEO CONTRO POVERTA' E PER LAVORO ASSOCIAZIONI CARTA ZURI, POLITICA DISTANTE DA REALTA' SOCIALE


Sa Die de Sa Sardigna? A Cagliari circa cinquemila persone (per i Sindacati, duemila per la Questura) hanno manifestato contro le proverta' e per il lavoro.
Fra i manifestanti anche i lavoratori delle industrie sarde in difficolta', come l'Eurallumina, l'Alcoa e la Rockwool che hanno chiesto 'lavoro, sviluppo e occupazione'.
Il corteo, partito dalla mensa del povero e che si e' snodato per le vie del centro del capoluogo, e' stato aperto dai vertici di Cgil, Cisl e Uil, delle Acli della Pastorale del Lavoro e Coldiretti che aderiscono alla Carta di Zuri. Tutti i leader hanno sottolineato la distanza della politica dalla 'drammatica realta' sociale rappresentata in piazza da migliaia di cittadini'.

mercoledì 27 gennaio 2010

Sciopero Generale 5 Febbraio


Il Circolo PD di San Sperate aderisce allo sciopero generale indetto dai Sindacati Confederali della Sardegna, CGIL-CISL-UIL a Cagliari, venerdì 5 febbraio 2010. Di seguito il Documento unitario


In Europa e nel Mondo è un momento straordinariamente importante nelle dinamiche dell’economia e delle istituzioni; come accade nelle fasi crisi, di cambiamento profondo e di svolta epocale.
Anche la Sardegna, ancora una volta, è di fronte all’alternativa tra regressione o progresso.
I segni della crisi sono evidenti, in molti casi drammatici, soprattutto sul versante delle condi-zioni di vita e di lavoro, e sconvolgono l’assetto del sistema produttivo e sociale dell’isola.
Più di 600 imprese hanno formalmente dichiarato la propria crisi, 11.000 lavoratori utilizza-no gli ammortizzatori sociali in deroga, 150.000 sono i disoccupati reali, 350.000 persone vivono al di sotto della soglia della povertà. E il numero di abitanti dell’Isola è appena in-torno a 1.670.000 persone, con una forza lavoro di 686.000 unità, su un territorio di circa 24.000 km quadrati.
La Sardegna, tuttavia, ha tutte le potenzialità per un cambiamento positivo; deve essere più unita e coesa, avere riferimenti certi sul piano strategico e leadership autorevoli ed ispirate a valori alti con l’obiettivo prioritario dell’interesse generale. Deve, inoltre, saper legare le proprie ragioni alla battaglia per lo sviluppo del Mezzogiorno, contrastando quella eviden-te spinta politica nordista che rischia di privare di ogni connotato solidale la prospettiva fe-deralista nel nostro paese.
Anche per questo CGIL CISL UIL della Sardegna ritengono indispensabile dare un forte se-gnale unitario: proprio quando sono più evidenti le divisioni e le rotture nella coesione terri-toriale e sociale, mentre nella politica sembrano prevalere le sole logiche di schieramento.
In questa direzione il sindacato sardo ritiene inderogabile che la Giunta regionale e il Go-verno nazionale diano precise risposte su problemi decisivi per lo sviluppo, il lavoro e le ri-forme.