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sabato 20 novembre 2010

Una buona abitudine.

Un porta a porta un pò sfigatello quello di stasera, ma tutto sommato un bel pomeriggio! 
Dedicare qualche ora al dialogo e al confronto con gli iscritti e i simpatizzanti, non c'è dubbio: rinvigorisce meglio di qualsiasi convegno, meglio di qualsiasi sterile riunione.
E aiuta. A ritrovare quel poco d'entusiasmo che serve, come anche a fare il carico di critiche, mai superficiali, mai scontate, mai fini a se stesse. 

Giampaolo Diana e Amalia Schirru, che oggi sono usciti con noi, hanno sicuramente annotato diversi spunti di riflessione. I cittadini si chiamano sempre a raccolta, prima con le iniziative, poi con le primarie e ancora con le elezioni. Ma poi, ci si dimentica di loro. Entrare nelle case dei compaesani, per parlarci, per ascoltare, senza per una volta dover chiedere qualcosa in cambio, aiuta a ritrovare il gusto di quella politica genuina, pulita, bella. Una buona abitudine che tutti i nostri rappresentanti dovrebbero non perdere mai.

Uscire dalla logica della mera ricerca di consenso, ma anche del protagonismo a tutti i costi, serve per ridar credito al PD e alla politica in generale, serve appunto per "far capire che c’è una politica positiva la quale, pur con i suoi limiti, si sforza di dare risposte per il bene di tutti".

E anche questo è il modo di farlo: non pettinando le bambole nei circoli sempre più vuoti aspettando che gli iscritti piovano dal cielo, ma inventandosi o meglio, riscoprendo, altri modi di intendere e vivere la militanza.

E' vero che il contatto diretto, persona per persona, è molto più faticoso di un comunicato stampa, di un post in blog, di una bella vetrina confezionata magari da altri. È vero anche che per mandare avanti con costanza queste iniziative, ci vuole tempo e il weekend non è sempre congeniale, perchè arriva dopo lunghi giorni di lavoro e impegni ed è l’unico momento per dedicarsi alla famiglia e stare con gli amici. E infatti, abbiamo trovato anche alcune case di elettori vuote (anche i democratici, il sabato sera c'hanno da fà!).

Ma non abbiamo fretta e non è necessario assolvere il compitino dei tre fine settimana indicati dal Nazionale e poi fermarsi. Il lavoro che abbiamo intenzione di portare avanti è lungo e non certo semplice. Abbinare con umiltà e pazienza diversi tipi di iniziative, alimentare il dibattito, constatare che sui visi delle persone che ci aprono casa si legge un certo piacevole stupore, sono sicura che alla lunga paghi.

Stefania

venerdì 19 novembre 2010

San Sperate: de dommu in dommu.

Sabato pomeriggio, 20 novembre, dalle 15.30, appuntamento in Via Verdi presso il circolo PD, per uscire poi, di porta in porta, a distribuire materiale informativo del nostro partito, le nostre proposte, far conoscere le nostre idee.

Sarà un'occasione per rincontrare iscritti e simpatizzanti, rinnovare le tessere "a domicilio" e pubblicizzare la presentazione del libro "Care ragazze. Un promemoria" che si svolgerà lunedì 22 novembre presso il vecchio Comune in Via Risorgimento 31 a San Sperate, ovviamente!

Grazie a tutti quelli che ci daranno una mano!

Stef

domenica 7 novembre 2010

A Novembre il Porta a Porta del PD

Pubblichiamo la lettera di Bersani per la mobilitazione di novembre del PD.

Cara cittadina, caro cittadino,

viviamo ormai nel secondo tempo del berlusconismo. Un tempo nel quale Berlusconi non può offrire nuovi orizzonti al paese ma può ancora usare aggressivamente e pericolosamente la sua forza.
La crisi politica e quella sociale si stanno avvitando. Ci sono delusione e rabbia negli Italiani. C'è disaffezione. C'è sfiducia.
Vediamo anche noi che si è alzato un muro tra politica e società. I problemi reali dei cittadini non trovano voce, né risposta. Non c'è abbastanza lavoro e quel che c'è è spesso drammaticamente a rischio. Le tasse pesano sempre di più per chi le paga. I servizi fondamentali si indeboliscono. Scuola e università sono nella precarietà e nel disagio. I comuni subiscono un colpo grave nelle loro politiche sociali e negli investimenti. Le piccole imprese soffrono e molte soccombono. Chi reagisce alla crisi e, nonostante le difficoltà, trova opportunità nuove, non sente attorno a sé un sistema che lo aiuti. Tutto questo avviene mentre i fondamentali presidi del nostro assetto costituzionale vengono messi in discussione o addirittura aggrediti.